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2008 l'alzata di croccante

granarolo in festa > 2008 pane per bambini

ALZATA DI CROCCANTE

L'alzata di croccante era la torta nuziale che accompagnava i matrimoni a Granarolo, fino al 1943 (anno in cui la zia Franca la vide servita per l'ultima volta); negli anni a seguire fu sostituita dal pan di spagna o ciambella farcita.
Questa torta, fatta con la pasta degli zuccherini nuziali, era composta da tre piani decrescenti; nel piano pi?alto veniva posizionato un nido dove, al momento del taglio, si poneva una colomba che spiccava il volo, il che era di buon augurio per gli sposi.

L'alzata era decorata con zucchero, mandorle, qualche confetto bianco e due o tre confetti colorati azzurri e rosa, auspicio del fatto che la giovane coppia potesse avere figli.
La torta veniva fatta dalla cuoca, personaggio che si trasferiva a casa dello sposo o della sposa per una intera settimana, in modo da poter organizzare il pranzo nuziale, che si teneva rigorosamente a mezzo giorno a casa della sposa, alla sera a casa dello sposo. Questo perch?la sposa alla sera entrava nella nuova casa.
Nel momento di lasciare la sua casa, la madre della sposa diceva alla figlia davanti agli invitati: "Guerda pulid cl'oss!! " che stava a significare che doveva imprimerselo nella mente e non tornare piu' indietro.
In realta', la sposa tornava a casa il secondo giovedi' successivo alle nozze, in quanto la madre l'andava a prendere a casa dello sposo, poi alla domenica a pranzo, lo sposo e i suoi genitori andavano a casa della sposa per ,mangiare e riprenderla a casa.
In caso lo sposo non si presentasse, significava che non la voleva pi¨ ma zia Franca giura che non si verific˛ mai questa situazione.

CURIOSITA'.
- la dose di farina che si impastava per gli zuccherini nuziali era di 9 kg, che formava una unitÓ di misura, il pÓis (un pÓis=9 kg di farina). Da questi 9 kg veniva anche la torta.
- gli
zuccherini si confezionaavano in sacchetti di carta bianca o trasparente a 3 punte, giÓ corredati di cordoncino e nel sacchetto si inseriva anche un confetto.
- il
primo piatto dei matrimoni erano i tortellini, ma il piatto che faceva battere le mani ai commensali quando veniva presentato era il fegato di vitello accompagnato da crema fritta. Erano fettine sottili sottili e lunghe che venivano buttate in quattro dita di grasso e tirate immediatamente su per essere messe a scolare in uno scolapasta, sbattute e poi salate e servite calde.
- nonostante
la cuoca, tutto il vicinato contribuiva a realizzare il pranzo e a servire, come si diceva una volta si faceva tutto "a mÓn insamm" ovvero "a mani insieme"





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